Memorie di Alfredo Vassena, caposquadra dei Magnifici 7 (*)
Chissà chi lo sa è stato il programma televisivo italiano di punta per la tv dei ragazzi, trasmesso dal 1961 al 1972 presentato da Febo Conti per la regia di Cino Tortorella (il famoso Mago Zurlì…) che ne era anche l’ideatore e l’autore. Andava in onda il sabato pomeriggio a partire dalle 17:45 dagli studi della Rai di Corso Sempione a Milano e dalla Fiera di Milano. “Chissà chi lo sa” sarà una delle trasmissioni più longeve della RAI. Durante il periodo di “Chissà chi lo sa” era attivo per la Rai l’Indice di Gradimento: questa trasmissione raggiunse il valore elevatissimo di 84,7 come gradimento generale. Questo enorme successo comportò un numero di richieste di partecipazione da parte delle scuole italiane che superò in alcuni anni il tetto delle 20000 domande.
Il copione prevedeva la sfida tra due squadre di sette ragazzi ciascuna, provenienti da due scuole medie italiane, che gareggiavano nel rispondere a domande e alle sfide di cultura generale, proposti da Febo Conti, il conduttore con il quale si instaurò nel tempo un rapporto di amicizia. Il premio per la squadra vincitrice era costituito da buoni libro.
Il gioco, in cui l’ingresso delle squadre era accompagnato dalla frase “Squillino le trombe, entrino le squadre”, era inframezzato dall’intervento di alcuni ospiti, solitamente esibizioni di artisti (cantanti , complessi) noti del periodo, che vista la popolarità della trasmissione presentavano le loro nuove canzoni o spettacoli, oppure attori, registi.
In quegli anni esisteva solo la RAI con due Canali (Rai 1 e Rai 2) e non vi era ancora la tivu a colori.
La nascita della squadra dei “7” poi chiamati “magnifici”
La storia della nostra squadra dei “Magnifici 7” che prese parte a “Chissà chi lo sa” e divenne campione nazionale nasce nel lontano settembre del 1966. Don Giacomo Cossa, da sempre un sacerdote un passo avanti rispetto al suo tempo, precursore di tante idee ed attività, (associazione OSA, scuola segretarie d’azienda, scuola canto e altro) fece domanda alla RAI di Milano per valutare una eventuale partecipazione di una squadra (femminile o maschile) della scuola media di Valmadrera alla trasmissione “Chissà chi lo sa”.
Con grande sorpresa la RAI rispose che Febo Conti avrebbe fatto di li a qualche settimana delle selezioni e sarebbe venuto a Valmadrera. Ovviamente a scuola la notizia destò non poca euforia, i professori selezionarono due squadre, una femminile e una maschile composte da sette elementi ciascuna. Oltre a me i Professori scelsero: Enrico Butti, Luigi Crimella, Italo Dell’Oro, Silvano De Maria, Luigi Rusconi e Massimo Valenti.
Don Giacomo organizzò la serata presso il Cinema Parrocchiale e il Chissà chi lo sa valmadrerese ebbe luogo nel mese di settembre. La sala era strapiena di ragazzi e adulti che volevano vedere dal vivo Febo Conti che replicava a Valmadrera il suo gioco che già da alcuni anni ed era molto conosciuto. Il primo passo per noi fu quello di decidere che doveva essere il capitano della squadra, non ricordo il motivo per il quale i miei compagni indicarono me.
Con non poca emozione, conoscemmo Febo Conti che presentò la gara tra noi e le nostre compagne delle medie valmadreresi. La gara fu equilibrata, ma alla fine vincemmo noi ragazzi. Destammo una buona impressione in Febo Conti così che, dopo qualche settimana tramite Don Giacomo, la RAI ci invitò a partecipare alla prima puntata dell’edizione 1966/67 di “Chissà chi lo sa”.

Bene!, fu la nostra risposta, andremo in televisione per questa straordinaria esperienza di noi ragazzi di un piccolo paese alle porte di Lecco e poi ritorneremo al nostro quotidiano, in quanto non pensavamo minimamente di poter uscire vincitori. Infatti, la prima puntata ci vedeva di fronte alla squadra vincitrice della passata edizione, la scuola media di Vercelli formata da sette ragazze.
Devo dire che, dopo il primo impatto davanti alle telecamere, nessuno di noi si emozionò più di quel tanto, forse proprio per il fatto che avevamo preso questa esperienza solo ed unicamente come un gioco, non pensando che potevamo anche proseguire e far parlare di noi a Valmadrera e men che meno in Italia.
La gara si concluse con un pareggio e così ritornammo la settimana successiva. Vincemmo ed iniziò la nostra bellissima esperienza.
Preparazione, allenamenti e vita da concorrenti
La trasmissione si registrava di sabato dalle 14,00 circa e sino alle 19,00 e veniva trasmessa il sabato successivo alle 17.45; ne consegue che ci fu possibile vederci in TV solo quando perdemmo dopo le 9 vittorie consecutive e dopo la semifinale e la finale (vinte).
Si partiva il sabato in tarda mattinata con il pulman, da Valmadrera si raggiungeva Milano dove in attesa dell’inizio della registrazione mangiavamo i panini preparati dai nostri genitori, che all’inizio presero questa esperienza con entusiasmo, salvo poi preoccuparsi anche delle ripercussioni che si potevano avere sull’ultimo anno della scuola media.
Sotto l’abile regia di Don Giacomo, ci si trovava tutti i pomeriggi con la Professoressa Elisabetta Redaelli che si era resa disponibile a seguirci e prepararci. Ognuno di noi era preparato in determinate materie: chi in storia e geografia, chi in musica, chi in lettere, chi in cultura generale, in sport, etc. Quando Febo Conti poneva le domande ognuno suggeriva le risposte e, se anch’io ero d’accordo sulla risposta e non vi erano dubbi, dovevo rispondere nel più breve tempo possibile; viceversa, se i suggerimenti erano discordi e diversi tra loro, dovevo io decidere quale risposta dare. Vi erano poi dei giochi dove partecipava solo il capitano.

Incontri memorabili e aneddoti
Tanti sono gli ospiti che abbiamo avuto l’occasione di conoscere dal vivo. Potrei citarne qualcuno, ma ne dimenticherei tanti altri: da Gianni Morandi, all’Equipe 84, Enzo Jannacci, Celentano, Gino Bramieri, Paolo Villaggio, Strehler, Lucio Battisti, Caterina Caselli, Bobby Solo, l’allora Ministro dell’Istruzione Gui. Anche Salvatore Quasimodo (premio Nobel per la letteratura) fu ospite e conservo ancora una sua foto con dedica. Ma il personaggio che più mi ha colpito è stato Franco Zeffirelli, di cui conservo anche una foto con lui.

Dopo la prima vittoria con i campioni uscenti, vincemmo con Sant’Angelo Lodigiano, Verona, Thiene (Vicenza), poi con Bologna. I giornali locali (La provincia, il Giornale di Lecco, Il Resegone) iniziarono a seguirci con regolarità e a Valmadrera l’entusiasmo cresceva.
Ma per noi continuava ad essere un gioco, ed era emozionante conoscere e parlare con i vari cantanti che fino allora vedevamo solo in televisione. Dopo Bologna vincemmo con Roma.
Febo Conti coniò per noi il soprannome “I Magnifici Sette di Valmadrera”

Una particolarità che merita di essere raccontata: vi era un gioco che consisteva di presentare a Febo Conti ed al Giudice quanti più possibili oggetti che iniziavano per una lettera scelta volta per volta. Avevamo recuperato una ventina di piccole valigie (di cartone) ad ogni valigia corrispondeva una lettera ed era piena zeppa di oggetti che iniziavano per quella lettera. Mia mamma aveva il compito ogni settimana di controllare e aggiungere oggetti alle valigie che poi conservavamo in un locale dei miei nonni. La volta che dovevamo portare oggetti che iniziavano con la lettera Z l’intero studio rimase allibito per un oggetto che portammo noi: era una piccola “zangola”, in dialetto “penagia”, e dovetti spiegare poi la funzione di quello strano oggetto, che è un recipiente di legno di forma cilindrica che nel passato veniva utilizzato per sbattere la panna e trasformarla in burro. Anche questi piccoli episodi contribuirono a renderci simpatici al pubblico televisivo.
Lettere di ammiratori e ammiratrici, notorietà e vita quotidiana
Iniziarono ad arrivare lettere di ammiratori, ma soprattutto ammiratrici….
Le lettere ovviamente, non conoscendo l’indirizzo, mi venivano recapitate con mio grande stupore: “alfredo bassena balbaberra como” , oppure : “al capitano dei magnifici sette di Balbabrera “..”Ai sette Savi di Valmadrera”….

Da tutta Italia ci facevano i complimenti e chiedevano una foto della squadra. Ma essendo parecchio schivo, le risposte alle varie lettere erano preparate da mia mamma (e la buona educazione imponeva di rispondere a tutti). Io poi dovevo ricopiare quello che lei aveva scritto. Anche perché non dovevo perdere tempo inutile, in quanto c’era anche l’esame di terza media dove era obbligatorio arrivare preparati e non tralasciare la scuola. La mamma intanto raccoglieva tutti gli articoli dei giornali, foto e ritagli di riviste, le foto scattate da mio fratello alla televisione durante le gare (in quanto allora non c’erano i videoregistratori) e ne fece poi un bellissimo album che ancora conservo.
Anche la stampa Nazionale si interessò a noi, vennero dei giornalisti per interviste e foto del quotidiano Il Giorno, settimanali come Radiocorriere TV e TV Sorrisi e Canzoni.
Dopo un’altra vittoria con Firenze, affrontammo una scuola media di Milano. La capitana della squadra era Bonaria Loi, che si presentò in studio con il papà Duilio Loi, campione europeo e mondiale di pugilato, e con Sandro Lopopolo, campione mondiale e medaglia d’oro Olimpica. Ovviamente furono presentati come ospiti d’onore, e fu praticamente gioco forza che doveva arrivare la fine della nostra batteria di vittorie.
Fummo sconfitti, ma nessuno di noi ne fece un dramma.
Nel frattempo, avevamo stabilito il record di vittorie consecutive. Febo Conti racconterà durante i suoi spettacoli, che appena terminata la registrazione dove noi perdemmo, io ancora seduto in postazione, presi un panino e dissi “finalmente posso mangiarmelo in pace” …lungi dal cadere in sconforto. Era un gioco e quindi era nella logica che si poteva anche perdere. Un altro aneddoto che mi piace ricordare è che durante le pause delle registrazioni, ci divertivamo a invertire le targhette sui camerini dei vari cantanti/attori presenti negli studi televisivi.
Il trionfo finale: Valmadrera mette “ko” il campione Duilio Loi!
Si avvicinava il Natale del 1966 e vi fu un’edizione speciale di Chissà chi lo sa, tra due squadre delle scuole elementari di Valmadrera, noi davamo supporto…. Lo scopo era di raccogliere come premi dei giocattoli per i bambini delle scuole di Firenze che un mese prima erano state devastate dall’alluvione.
Tornammo poi nel mese di maggio per la semifinale che ci vide opposti alla scuola media di Sciacca. Vincemmo e con i ragazzi siciliani si instaurò da subito della reciproca simpatia, tale che il giorno successivo durante la finale i ragazzi di Sciacca fecero un tifo sfrenato per noi.
La finale si disputò contro la squadra di Milano che ci aveva battuto alcuni mesi prima. Viste le premesse fu una finale al cardiopalma, con Don Giacomo che non perse di vista per un attimo i vari “padrini” di Milano affinché tutto filasse nella massima regolarità……
La domanda che ci fece vincere verteva su personaggi della mitologia greca. Noi rispondemmo prima di Milano, il mito di cui si parlava era quello di Pigmalione (lo ricordo benissimo!!)
Tra lo stupore e la gioia generale vincemmo e fummo proclamati Campioni d’Italia di “Chissà chi lo sa” per la stagione 1966/67.
Il piccolo paese di Valmadrera mise KO il campione del Mondo Duilio Loi!
La registrazione di quella puntata avvenne una domenica mattina e terminò verso le 15,00. La notizia giunse a Valmadrera e al ritorno verso le 16,30 al nostro rientro con il pullman trovammo la piazza gremita di concittadini, la banda intera che suonava e ricordo che mio fratello, che quel pomeriggio si trovava a S. Tomaso “per scaramanzia”, capì che avevamo vinto (non esistevano ancora i cellulari…) dal frastuono che proveniva dal centro del paese.

Devo dire che nessuno di noi sette si rese protagonista di eccessivi entusiasmi. Sì, eravamo felici, ma continuavamo ad essere dei normali ragazzi di 14 anni di un piccolo paese alle porte di Lecco, con alle spalle le nostre famiglie che prima di tutto ci avevano insegnato l’educazione, l’umiltà e la riconoscenza. Riconoscenza verso Don Giacomo che ci aveva dato la possibilità di vivere quell’esperienza fantastica; riconoscenza verso la Prof.ssa Redaelli che ci aveva seguito tutti i pomeriggi per mesi e mesi; riconoscenza verso i nostri genitori che ci avevano spronato a studiare anche per la scuola e a farci tenere i piedi per terra…
Il riconoscimento della Comunità e gli anni successivi

Dopo un paio di settimane il Comune di Valmadrera organizzò un evento con ricevimento in Municipio e fummo poi accompagnati dalla Banda in corteo verso il Salone del Cinema Teatro che era gremito all’inverosimile per farci festa. Ci premiarono come cittadini benemeriti con tanto di medaglia d’oro che conservo ancora con cura.
Febo Conti presentò la serata ed ebbe parole di elogio per i “Magnifici 7” diventati famosi e come esempio da imitare verso tantissimi ragazzi e ragazze delle scuole medie di tutta Italia. Ma non fini qui: iniziarono un sacco di presenze ai vari “Chissà chi lo sa” locali (in tutta Lombardia) dove si sfidavano le scuole medie del posto e noi, ospiti d’onore, dovevamo sfidare la squadra vincente (ovviamente dato che presentava Febo Conti il copione non cambiava mai e noi vincevamo…. Ma non contava nulla…) Ricordo che ad uno di questi spettacoli al Cinema Europa di Lecco pieno all’inverosimile, fummo “salvati” dall’abbraccio dei ragazzi presenti, dai Vigili del Fuoco che prestavano servizio per l’occasione!
Quell’estate fummo anche ospiti a Grado per delle premiazioni RAI e soprattutto a Camaiore dove fummo premiati con l’Oscar della Simpatia” per la TV dei ragazzi. La manifestazione ebbe luogo allo Stadio Comunale gremito in tutti i posti disponibili. Tra i vari premiati c’erano Adriano Celentano, Mina, Ornella Vanoni, Sandy Shaw (la cantante inglese scalza..) e altri.

Definire questa trasmissione una pietra miliare nella storia della Televisione Italiana e della Tv dei Ragazzi non è sicuramente un’esagerazione. L’importanza di questa trasmissione è racchiusa nella seguente frase di Walter Veltroni : “Noi che abbiamo visto quei ragazzi giocare siamo, in fondo, l’unica testimonianza che c’è stato davvero, un giorno per tanti anni, un meraviglioso programma per milioni di ragazzi del sabato pomeriggio.” (rif. Enciclopedia della Televisione – Garzanti – Aldo Grasso).
Epilogo: storie di amicizia e gratitudine
Con tutti i compagni della squadra dei “Magnifici 7” ho mantenuto in tutti questi anni un forte rapporto di simpatia e amicizia.
Voglio citare in particolare Italo Dell’Oro, che fu consacrato Sacerdote nel settembre del 1982 e a Ottobre celebrò il suo primo matrimonio: quello del sottoscritto con Emanuela. Da oltre 40 si trova negli Stati Uniti e nel Luglio del 2021 è stato nominato Vescovo a Houston. Dopo un paio di settimane ha celebrato il suo primo matrimonio da Vescovo: quello di nostro figlio Alberto con Chiara !
Alfredo Vassena
Capo squadra dei “Magnifici 7”
